Una gita al Castello del Catajo
Buongiorno viaggiatori, è la vostra guida che vi parla e vi dà il bentrovati, oggi partiamo per una gita al Castello del Catajo.

Info per la visita
Il Castello del Catajo si trova a Battaglia Terme in via del Catajo 1.
L’ingresso al castello costa 10€, i bambini dai 6 ai 12 anni pagano 4€, non servono prenotazioni basta arrivare 60 minuti prima della chiusura. Durante la visita, sono disponibili degli info point dove, inquadrando il qr code col proprio cellulare, si potranno ascoltare le descrizioni degli ambienti del castello.
Se si desidera una visita guidata è necessario prenotare tramite questo link e il biglietto costa 13€.
Esiste anche un Excellent ticket che consente l’ingresso a tre luoghi storici: Castello del Catajo, Villa dei Vescovi e Giardini di Valsanzibio, costa 26€. Lo trovate presso le biglietterie di uno dei tre siti.
Attenzione: il castello è una struttura antica e non è dotato di rampe o altri supporti atti ad abbattere le barriere architettoniche.
Storia del Castello del Catajo
Il Castello del Catajo è stato costruito dalla famiglia Obizzi, originaria della Borgogna (Francia), essa si può considerare una famiglia di “Capitani di ventura”, giunti in Italia nel 1007. Pio Enea I degli Obizzi (il quale impose il nome all’obice), attratto dalla bellezza dei Colli Euganei, decise di costruire un palazzo adeguato alla gloria della famiglia. Esso fu ideato dallo stesso Pio Enea avvalendosi dell’aiuto dell’architetto Andrea Da Valle e sta a metà tra il castello militare e la villa principesca.
La parte più imponente detta Castel Vecchio fu costruita in soli tre anni fra il 1570 e il 1573 anche se diversi ampliamenti furono compiuti fino alla seconda metà del XIX secolo. Nel 1571 Pio Enea chiamò Gian Battista Zelotti, discepolo di Paolo Veronese, ad affrescare le pareti interne con le gesta della sua famiglia, dando vita ad uno dei più spettacolari cicli di affreschi delle ville venete.
La famiglia Obizzi si estinse nel 1803 con il marchese Tommaso, che lasciò il castello agli eredi della Casa d’Este, Arciduchi di Modena; furono anni di splendore con Francesco IV e Maria Beatrice di Savoia, che amarono particolarmente il castello e fecero costruire l’ala visibile più a nord, detta Castel Nuovo, per ospitare la corte imperiale austriaca in visita.
Alla morte di Francesco V, senza figli, il Catajo passò all’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando D’Asburgo. Fu per opera di questi due ultimi proprietari che le raccolte archeologiche degli Obizzi, assieme a vastissime collezioni tra cui strumenti musicali, armi e quadri, furono trasferiti a Vienna e nel castello di Konopiste a Praga . Dopo la prima guerra mondiale, il Catajo venne requisito dal governo italiano come riparazione dei danni di guerra. Messo all’asta a seguito della crisi del 1929 il castello venne acquistato dai Dalla Francesca che lo rivendettero alla fine del 2015. Il castello è ancora oggi di proprietà privata.
La visita al castello
La visita inizia dal Portale Monumentale realizzato nel XVIII dal marchese Tommaso degli Obizzi. Il portale è un arco a tutto sesto che richiama quelli classici con ingresso centrale per gli uomini a cavallo e due laterali più piccoli per le persone a piedi. Lo stemma della famiglia Obizzi è inserito come chiave di volta dell’arco ed è affiancato da altri fregi che probabilmente richiamano imprese militari.
Altro non so dirvi perché il giorno che ho visitato il castello pioveva a dirotto e non mi sono fermata molto ad ammirare questo portale.
Oltrepassato il portale entriamo nel Giardino dei Giganti, questo giardino veniva usato per rappresentazioni teatrali, tornei e naumachie. Il prato, attraverso un ingegnoso impianto idraulico, poteva essere completamente allagato.
Da notare la fontana dell’elefante posizionata davanti all’ingresso dove si può ammirare un elefante e Baco che celebrano una sorta di legame con l’oriente.


Saliamo la scala alla nostra destra e ci troviamo nel nucleo più antico del castello, chiamato Casa di Beatrice dove al suo interno c’è la pietra insanguinata dove è morta Lucrezia Obizzi. Pare che da questa pietra nasca la leggenda del fantasma del Catajo, il fantasma di Lucrezia, morta in maniera violenta, vagherebbe ancora nel castello.
Ma lasciamo da parte i fantasmi e iniziamo la nostra visita.
Per prima cosa notiamo come si passa dagli ambienti spogli della struttura originale ad ambienti più raffinati e decorati della parte nuova. La casa di Beatrice infatti risale ai primi decenni del ‘500 mentre la parte più recente è stata iniziata verso la fine del ‘600.
Giovanni Battista Bellotti, discepolo del Veronese, ha affrescato il piano nobile che fu edificato nel XVIII secolo. Fate attenzione alle scale che portano al salone perché sono realizzate per essere adatte agli zoccoli dei cavalli.
Nel salone troviamo l’albero genealogico della famiglia Obizzi che inizia dal capostipite Obicio I e prosegue fino a Pio Enea I.

Ammirate i saloni splendidamente affrescati e prestate attenzione perchè in uno di questi ci sono le altezze di alcuni giovani regnanti molto famosi. Se non ricordo male c’è anche quella di una bimba di nome Maria Antonietta.
Finiti i saloni uscite sulla grande terrazza e ammirate il panorama, ne rimarrete incantati.
Su questa terrazza si tenevano feste e balli e capirete il perchè solo vedendola, la sua ampia panoramica sui Colli Euganei e sui giardini del castello sono una cosa magnifica.


Dalla grande terrazza si scende attraverso una scala a chiocciola scavata nella roccia del colle e si va a vedere la chiesetta del castello. La chiesetta è una vera chicca perchè è realizzata come un teatro in legno, assolutamente da non perdere.
Per finire ci sono i giardini che non ho ancora visto perché il giorno della visita diluviava, come si può vedere dalle foto.
Siamo arrivati alla fine della nostra gita, spero vi sia piaciuta ma soprattutto spero che il castello abbia incantato voi quanto me.
A presto con una nuova gita.